
Il primo numero dei Cahiers
Stephane Delorme è dal 21 di luglio il nuovo direttore dei “Cahiers du Cinema”, la celebre rivista di cinema venduta ad inizio 2009 da Le Monde al gruppo britannico Phaidon Press. La nomina fa tirare un temporaneo respiro di sollievo a coloro che erano preoccupati per le sorti della piu’ celebre e importante rivista di cinema. Con l’avvento di internet e il mutarsi della discussione teorica sul cinema che avviene sempre meno su riviste di settore e sempre piu’ all’interno delle università o su riviste accademiche. La grande maggioranza delle riviste di cinema hanno dovuto chiudere rimangono i mensili di informazione e promozione cinematografica. Ci sono state tante riviste di cinema importanti “Bianco e Nero” è stata una delle prime nel 1937, “Cinema” ha supportato il dibattito teorico che ha portato al Neorealismo, ma i Cahiers du Cinèma, fondato nel 1951 da Andrè Bazin sono stati, e in parte rimangono, un punto di riferimento per tutta critica di cinema.

Dopo la morte di Bazin nel 1959 la direzione va a Rohmer poi a Rivette nel 1962 che sposta l’attenzione piu’ sul cinema europeo. A fine anni Settanta la rivista viene gestito da un collettivo maoista, poi si susseguono Serge Daney, Serge Toubiana, Thierry Jousse, Antoine de Baecque and Charles Tesson. Con la suddetta crisi del settore a metà anni Novanta e l’accentramento dei gruppi editoria il gruppo le monde compra, nel 1998, “Les Edition des l’etoile” l’editore dei Cahiers du Cinèma. Dopo tre anni di crisi economica con i conti in rosso nel 2003 Le Monde decide di prendere il controllo diretto sui Cahiers installando come direttore il resposanbile di cinema del giornale Jean-Michel Frodon. Con le Monde i Cahiers riescono a mantenere viva la discussione teorica cercando di aprire alle nuove technologie quali videogames, cinema digitale. Si regolarizza anche una stagione di pubblicazioni parallele come la piccola biblioteca dei Cahiers in cui vengono ripubblicati testi storici apparsi nei cahiers come altri testi fondamentali della storia del cinema. I Cahier hanno ora una edizione online inglese (a cui non si puo’ piu’ sottoscrivere), e viene tradotto in inglese, spagnolo, italiano, arabo, cinese, giapponese e turco.<br>
<br>Per il futuro Stephane Delorme è un segno di continuità. Videomaker e presente ai Cahiers dal 1998, fa parte del comitato di redazione dal 2001, è membro del gruppo che seleziona i film per la Quinzaine des réalisateurs a Cannes, si è occupato molto di rapporto tra cinema e altri media. Per la rivista francese si prevede una forte operazione online come quella che ha permesso al New Yorker di trovare un nuovo assetto per divenire una rivista globale. Forse Bazin sarebbe inorridito ma la realtà dei cahiers è un paradosso del suo successo. Troppo importanti per essere indipendenti.

