
Chi si aspettava una mezz’ora di fuoco per la conferenza stampa veneziana del film Il grande sogno di Michele Placido non è rimasto deluso da quello che è avvenuto questa mattina verso l’ora di pranzo. Le premesse non erano state delle migliori, visto che Placido, da tempo inferocito per i fischi e le pernacchie ricevuti alla sua precedente visita veneziana per la proiezione del film Ovunque sei, aveva provocatoriamente messo a disposizione il suo spazio per la conferenza stampa.
Già alla fine del film, la grande maggioranza dei giornalisti ha fischiato il film di Placido, e qualcuno di illustre si è anche lasciato andare a dei sonori “buu”. In sala conferenze, nonostante i timidi applausi che hanno accolto la delegazione, si è cominciato con il piede sbagliato, anzi sbagliatissimo, a causa di Carlo Rossella, direttore della Medusa, che si è dilungato in una premessa che sembrava più una predica e un autoincensamento. L’orazione di Rossella è stata interrotta dai fischi e dagli ironici applausi dei colleghi in sala, che si sono visti limitare ulteriormente il già poco tempo a disposizione per porre domande al regista e alla coppia di attori Riccardo Scamarcio-Jasmine Trinca. Dopo l’incidente iniziale, Placido si è ripreso, grazie anche a qualche domanda un po’ troppo adulatoria, definendo il suo come “un film autobiografico che si ispira direttamente alle mie esperienze di vita del ’68″. Un ’68 nel quale, secondo Placido, “i giovani sapevano ancora divertirsi, ballare e prendere impegni politici”. Il regista è parso comunque quasi subito nervoso, anche per il rumoreggiare di parte della sala che non ha preso bene interventi che sono parsi troppo accondiscendenti.
Ma il culmine della tensione si è avuto alla fine della conferenza. Prima Placido si è tolto qualsiasi responsabilità a proposito del mancato coraggio del suo e dei film italiani in genere nel girare film sul presente: “E’ colpa di questo governo che non vuole che si rappresenti il mondo di oggi. Per questo si può raccontare solo il passato”. Poi, giustamente, una giornalista spagnola ha chiesto al regista il motivo del suo attacco al governo visto che ha girato un film prodotto da una compagnia di proprietà di Berlusconi. Apriti cielo: Placido non ha nemmeno lasciato concludere la domanda e, diventando completamente rosso, ha cominciato a urlare ritenendo la domanda “idiota” e lanciandosi in improperi verso l’incredula collega spagnola, che ha probabilmente toccato un nervo scoperto di un bravo attore che si rende conto di non poter essere un grande regista.
