Venezia 09: Tris di donne & abiti nuziali

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La figlia di Franco, pensionato napoletano cinquantenne, sta per sposarsi. L’affezionato e premuroso papà cerca perciò di ottenere un prestito da una finanziaria in modo da organizzare un matrimonio all’altezza e comprare una casa alla futura coppia. Il fatto è che non solo Franco non ha garanzie da offrire, ma è anche un accanito giocatore d’azzardo. Poker, cavalli, tris, e tutto quanto comporti un certo rischio di perdita. Ma tant’è, Franco non solo è un vizioso: è pure sfortunato.Così quando il fondo familiare è esaurito, la febbre del gioco non si frena e per recuperare Franco comincia a farsi prestare somme di denaro poco pulito. La famiglia a questo punto, per far fronte all’emergenza, decide di puntare tutto sul figlio Giovanni, che a differenza del padre mostra di avere un certo talento come giocatore. Mentre ormai nessuno crede in lui, Franco naufraga tra il suo fallimento personale e i tentativi di sfuggire al giro di malavita nel quale si è andato a ficcare.
Il film di Vincenzo Terracciano “Tris di donne & abiti nuziali”, presentato a Venezia nella sezione Orizzonti, esce oggi nelle sale forte della produzione firmata Rai Cinema e della conseguente distribuzione da parte di 01. Eppure quanti film più necessari di questo meriterebbero un posto sugli schermi e rimangono invece nell’ombra… Perché questa commedia alquanto annacquata non solo non soddisfa chi ama il buon cinema, ma è plausibile che non accontenti neanche gli amanti del gioco: il poker, o comunque in generale il rischio, non è trattato da protagonista, tanto che qualsiasi paragone con illustri predecessori del genere è del tutto inopportuno. Tutti i riflettori sono puntati su questa vittima di se stesso (e di conseguenza sul suo interprete, un Castellitto napoletano davvero poco credibile) e sui suoi guai, con tanto di morale da favoletta. Inspiegabile anche la scelta di Martina Gedeck come interprete femminile, un’attrice bravissima che qui risulta alquanto (e giustamente) smarrita. Qualche guizzo di efficace cattiveria ce lo regala Iaia Forte, ma le sue brevi apparizioni non bastano certo a salvare quasi 100 minuti di film.

Voto: 2/5

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