
“Le monde” pubblica un’interessante intervista a Tim Burton, regista di “Alice nel paese delle meraviglie” realizzata da Isabelle Regnier, la principale critica del quotidiano francese. Burton si difende dall”insinuazione di aver realizzato un film disneyano, su una sceneggiatura già scritta. “Non avevo molta voglia di fare un’adattamento di ‘Alice nel paese delle meraviglie’. Mi piaceva invece l’idea di farne un film in 3D. Ho cercato di appropriarmi della storia. Non sono una ragazza, ma mi sentivo in sintonia con Alice, con la sua sensazione di essere fuori posto, il che le creava una sorta di tristezza senza però impedirle di avere una grande forza interiore. Sono riuscito anche ad identificarmi con dei sentimenti come la follia e la collera, e’ più importante capire queste cose poiché non sono un grande comunicatore”. Il film è stato realizzato in 3D solo in postproduzione, continua Burton, “perché noi non volevamo fare Avatar! Non mi piaceva l’idea di usare il motion capture, non volevo che i tratti degli attori fossero ricoperti dalla vernice dell’animazione. Volevo che ci fosse veramente Johnny Depp, con la sua faccia con i suoi occhi.”
“Il film è stato previsto in 3D fin dall’inizio, è la ragione per cui l’ho fatto. L’essenza del film è nell’animazione, abbiamo filmato prima un pezzo, poi un altro, poi ancora un’altro, ci sono voluti dei mesi, a volte un anno, per vedere i risultati. La cosa più difficile è stato di assemblare tutti questi piccoli pezzi. Il film è stato fatto al contrario, prima l’ho montato e composto e poi ho dovuto aspettare che tutti i pezzi andassero al loro posto, quando il processo è terminato mi hanno detto il film esce domani!. Non c’era tempo per fare modifiche. Non lo rifarei a meno di avere molto più tempo. ”
“Il 3D non serva a salvare l’economia o a guarire i malati, ma per conto suo è un mezzo geniale. Volevo fare Alice in 3D per quella dimensione onirica che ha il paese delle meraviglie con le variazioni di taglia, in questo senso il 3D fa parte della concezione originaria del progetto. come l’uso del colore.
Andate qui per la versione completa dell’intervista su ‘Le monde’
Tim Burton : “Nous ne faisions pas “Avatar” !”pubblica
