Da giovedì 1 aprile fino a sabato 17 aprile lo Spazio Oberdan offre la grande opportunità di vedere una buona fetta della filmografia di un dei più grandi registi della storia del cinema, Woody Allen.
Un percorso interessante all’interno della sterminata filmografia del versatile autore neyworkese, che ha all’attivo 42 film diretti in 42 anni di carriera cinematografica; la Cineteca ne presenta quasi la metà in due settimane, dando la possibilità ai suoi fan di rivedere grandi opere o a chi voglia conoscere meglio il cinema alleniano di colmare alcune lacune o addirittura scoprire alcuni dei suoi capolavori. Come ha sempre affermato, Allen preferisce girare ogni anno perché non vuole che i suoi film siano un evento, come lo erano per esempio quelli di Kubrick; producendo così tanti film, Allen ha creato uno stile unico e inconfondibile, oltre che inimatibile. La rassegna permette di vedere le diverse anime della produzione alleniana: la pura comicità di Prendi i soldi e scappa, film d’esordio di Allen dove tutto si incentra ancora sulla gag fisica e sul meccanismo tipico da stand up comedian; la commedia brillante e matura della seconda parte degli anni ’70, con Io e Annie e Manhattan, due dei maggiori risultati cinematografici alleniani; il fecondo periodo degli anni ’80 con il capolavoro mokumentaristico di Zelig, lo splendido Broadway Danny Rose e il metacinematografico La rosa purpurea del Cairo, forse il miglior film in assoluto di Allen. particolare attenzione alla produzione degli anni ’90, un decennio da molti trascurato eppure così interessante, nel quale il regista ha sperimentato di tutto; ne sono una prova il surrealistico Ombre e nebbia, il musical Tutti dicono I love you, l’epico La dea dell’amore, il bergmaniano Harry a pezzi, il finto biopic Accordi e disaccordi. Vengono presentati anche alcuni tra gli ultimi lavori di Allen, da Anything Else a Vicky Christina Barcelona, per arrivare all’ultimo Basta che funzioni, che ha segnato il ritorno di Allen ad alti livelli di brillantezza. L’appuntamento forse più importante è però la proiezione di Io e Annie in lingua originale: chi non avesse mai visto in inglese Annie Hall non può farsi sfuggire l’occasione di ammirare un film che ha pochi eguali per come riesce a usare insieme toni comici, drammatici e di sperimentazione cinematografica.

