I film di guerra allo Spazio Oberdan

«Il cinema è come un campo di battaglia: amore, odio, azione, violenza, morte. In una parola: emozione». Con queste parole descriveva la settima arte il grande Samuel Fuller. Da qui la Cineteca di Milano ha preso l’ispirazione per organizzare la rassegna intitolata “Domani nella battaglia pensa a me”.

C’è tempo ancora fino al 12 maggio, presso lo Spazio Oberdan, per assistere alle proiezioni di questa interessante retrospettiva. I titoli presentati sono quasi sempre dei capolavori: dal Ran di Kurosawa al magnifico Barry Lyndon di Kubrick, dal Falstaff di Orson Welles ad Aleksandr Nevskij di Ejzenstein. C’è spazio anche per lo shakespeariano Enrico V di Kenneth Branagh, ma anche per film molto recenti, come Lettere da Iwo Jima di Clint Eastwood. Riproposta anche la recente “battaglia” degli Oscar 2010, quella tra gli ex coniugi James Cameron e Kathryn Bigelow con i loro film Avatar  e The Hurt Locker. Tutti film che affrontano direttamente sul campo il tema bellico, pur nella diversità dei tempi storici e degli stili di ripresa. Si va dal resoconto storico alla parabola personale, dalla riapertura di recenti ferite come la seconda guerra mondiale alla mitizzazione di una figura leggendaria, dalla cronaca più o meno fedeli di guerre ancora in corsa come quella in Iraq per arrivare alle fantaguerre di Pandora, il pianeta immaginario di Avatar. Tutti questi film hanno in comune un approccio originale al tema del film bellico e una rappresentazione particolare della guerra, tema purtroppo ancora attualissimo nel mondo odierno. In una rassegna del genere non potevano che esserci delle lacune: troppi i grandi film di guerra. Resta dunque fuori tutto il filone sul Vietnam, da Cimino a Coppola, ma anche la rievocazione della seconda guerra mondiale di Salvate il soldato Ryan. Un consiglio a chi seguirà la rassegna: dopo aver visto tutti questi bellissimi film, provate anche a vedere La sottile linea rossa di Terence Malick.

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