Da qualche anno a questa parte il Festival di Cannes aveva stravinto il confronto con Venezia, quantomeno a livello di nomi illustri presenti sulla Croisette rispetto a quelli in Laguna. Anche quest’anno l’annuncio di Tim Burton come Presidente della Giuria aveva posto Cannes in una posizione di forza. Ma adesso cambia tutto: Quentin Tarantino sarà infatti alla guida dei giurati veneziani.
Il regista di film cult come Pulp Fiction e Le Iene sarà al Lido dall’1 al 12 settembre per un festival che si preannuncia scoppiettante. Per Tarantino si tratta di un approdo quasi naturale, vista la sua conclamata ammirazione per il cinema nostrano, soprattutto per quello di Sergio Leone. Anche nel suo ultimo film, Bastardi senza gloria, i riferimenti al cinema italiano sono molteplici; oltre al maestro Leone, citato non solo iconograficamente ma anche musicalmente attraverso una partitura di stampo morriconiano, Tarantino ha guardato all’autore di western di ‘serie B’ Enzo Castellari. Senza dimenticare che proprio Tarantino era stato il promotore della retrospettiva del 2007 sugli spaghetti-western, genere da lui molto ammirato. Piaccia o meno la sua opera, il fatto che Tarantino ricopra un ruolo così importante non può che far bene a un festival che negli ultimi anni aveva perso molta visibilità internazionale, schiacciato dal glamour di Cannes e dal neonato festival di Roma. Non si può quindi che essere d’accordo con la scelta di Marco Muller e Paolo Baratta, che reclutando Tarantino assicurano alla kermesse veneziana una forte attenzione e anche una grande curiosità sull’incontro tra l’afflato fortemente autoriale di Venezia e la vena ‘pulp’ tarantiniana. Con un presentimento: quest’anno a Venezia ci sarà da divertirsi…

