Pesaro Film Festival 2010

Dal 20 al 28 giugno torna l’annuale, importante appuntamento con la Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, giunta quest’anno alla sua 46esima edizione. La prestigiosa rassegna, che può vantare una tradizione eccellente di pellicole e di critici passati sul litorale pesarese, si presenta quest’anno molto interessante.

 Il concorso, il cui premio è dedicato alla memoria di Lino Micciché, fondatore e storico direttore del festival, presenta sei opere provenienti da diverse parti del mondo: Messico, Germania, Corea del Sud, Argentina, Russia e Giappone. La sezione competitiva, istituita sei anni fa, si propone di essere una selezione rappresentativa di luoghi del mondo geograficamente e cinematograficamente agli antipodi tra loro, con una preferenza per autori giovani e per film che portino delle novità estetiche al linguaggio cinematografico. Ne è un perfetto esempio Oxygen del regista russo Ivan Vyrypayev, già fattosi notare al Festival di Venezia con il suo Euphoria. Oxygen è un’opera sperimentale che fonde la musica pop con il linguaggio teatrale e il videoclip. I sei film saranno giudicati da una giuria di tutto rispetto, composta dal critico Enrico Magrelli, dal regista Marco Risi e dall’attrice Ksenia Rappoport.

 L’ospite d’onore del festival di quest’anno è il cinema russo contemporaneo, che prende il testimone del cinema malese e di quello israeliano, protagonisti delle retrospettive delle ultime due edizioni. Come sempre, il festival di Pesaro si pone l’obiettivo di esplorare a fondo una cinematografia piuttosto trascurata dal pubblico occidentale, andando alla scoperta dei cineasti 30-40enni che hanno segnato la rinascita del cinema russo nell’era post-sovietica. I film presentati sono più di venti e tutti degli ultimi sette anni; tra i registi presentati ci sono nomi come Aleksey Balabanov, Pyotr Buslov, Boris Khlebnikov. La panoramica sul cinema russo è completato da un ricco programma di videoarte, ospite fisso di Pesaro, il percorso parallelo di film girati da donne intitolato “Sguardi femminili” e l’omaggio alla Koktebel, la prolifica casa di produzione indipendente del cinema russo.

 Ma il marchio di fabbrica del Festival di Pesaro è la sperimentazione unta all’impegno sociale e all’analisi politica. Nella sezione non competitiva Band à Part saranno presentati titoli che attraversano il confine tra fiction e documentario, offrendo una prospettiva originale su alcune delle questioni politiche più scottanti del mondo contemporaneo. Per gli autori ci sono nomi importanti, da Daniele Vicari a Cynthia Beatt (con Tilda Swinton), da Sharunas Bartas a Jean-Gabriel Periot. Si conferma poi l’appuntamento con il Dopofestival, spazio anticonvenzionale che esplora le nuove frontiere dell’audiovisivo, tra cinema e arte, quest’anno dedicato al linguaggio dei videoclip.

 L’evento speciale è invece dedicato a Carlo Lizzani, che verrà omaggiato con una retrospettiva completa, la pubblicazione di un libro monografico edito da Marsilio, una mostra fotografica, una lunga videointervista realizzata da Vito Zagarrio e la tradizionale tavola rotonda, oltre alla proiezione in anteprima assoluta del suo nuovo film, Il mio novecento, una rilettura metacinematografica del secolo appena trascorso. Oltre a Lizzani, Pesaro ospiterà un altro grande regista italiano, Bernardo Bertolucci, che domenica 27 giugno riceverà il Premio Pesaro Nuovo Cinema e parlerà con il pubblico della stagione d’oro del cinema italiano, quegli anni ’60 che furono vissuti con particolare fulgore creativo a Pesaro, tanto da far descrivere questa città da Pasolini come “un luogo dello spirito”. Assistere a una proiezione in Piazza del Popolo, poi, non fa che confermare questa impressione.

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