Cinema Ritrovato 1: Domenica 27 Giugno

Pierrot Rivisited | Jean-Luc Godard/Alain Bengala 1965/2010

Alain Bengala, esperto godardiano, propone un tentativo di crito-film, o di meta-film, con una versione del Pierrot le Fou, in cui include le sequenze di riferimento (conscie o inconscie). Il risultato è misto. Interessante per il gioco di riferimenti, ma poco fruibile come testo integrale con la visione del film intero con l’aggiunta degli inserimenti. Una operazione che funziona bene su un DVD dove si può accedere ai due livelli ma appare lunga e distraente in sala. Sarebbe stato meglio avere una introduzione critica e proporre solo le sequenze di Pierrot interessate. Comunque Bengala fa un bel lavoro nell’andare a ritrovare riferimenti simili o identici a Bergman (Monica e il Desiderio), Lang, Fuller, Mizoguchi.

Senso | Luchino Visconti 1954

Il film del Risorgimento viscontiano appare finalmente in una copia restaurata  in grado di cancellare la confuzione cromatica della pessima edizione disponibile ancora in DVD. La copia presentata al cinema Arlecchino di Bologna ha degli splendidi colori e una ottima definizione, l’unica pecca un eccesso di esposizione della stampa che  rivela eccessivamente  bruciando il bianco dei vestiti in alcune scene esterne.

La pulizia e incisione della copia pone in maggiore evidenza la recitazione sopra alle righe  od ‘operistica’ della Valli e di Granger. La Valli in particolare raggiunge le vette cinematografiche del non naturalismo, facendo il verso alla Gloria Swanson di Viale del Tramonto, uscito quattro anni prima. La messa in scena di Visconti rispetta qui l’approccio operistico-teatrale. Grandi quadri, macchina fissa, scrupolosa attenzione alle scenografie, entrate in scena degli attori principali attorniati da personaggi minori di supporto visivo con battute accademiche,  La costruzione visiva ricostruisce i quadri dell’Ottocento Italiano  e sfondando spesso in una staticità pittorica da palcoscenico. Il melodramna gramsciano sul Risorgimento delle classi meno abbienti scema sullo sfondo mentre l’inane passione della contessa Serpieri, sepolta in un matrimonio di convenienza, distrugge tutto quello che incontra, inclusa se stessa. Il Gattopardo sarà un nuovo Risorgimento per il cinema di Visconti anche se tra il Conte di Salina e la contessa Serpieri corre un notevole somiglianza, entrambi in uscita dalla storia, entrambi avviati a chiudere il film in una finale passeggiata notturna a Verona la Serpieri, a Palermo il Gattopardo.

About the Author