63° Festival di Locarno/ Pardo alla carriera per Francesco Rosi

Nell’ambito della 63. edizione del Festival del film Locarno, che aprirà i battenti mercoledì 4 agosto, un Pardo alla carriera sarà consegnato ad uno dei registi italiani più impegnati e più profondi della storia del nostro cinema. Francesco Rosi è un autore che ha saputo associare nei suoi lavori etica ed estetica. La sua carriera inizia poco dopo la fine del secondo conflitto mondiale. La stagione gloriosa neorealista si stava estinguendo ma Rosi collabora ad opere che mantengono vivo lo spirito votato all’impegno civile sorto durante gli anni della Resistenza. Inizia scrivendo sceneggiature e lavorando con alcuni dei maggiori registi dell’epoca: con Zampa in Processo alla città (1952), con Antonioni ne I vinti (1953) e con Visconti ne La terra trema (1950), Bellissima (1952) e Senso(1954). In queste collaborazioni sviluppò un forte interesse per la realtà e la vita politica e sociale italiana, interesse che lo guiderà nella scelta di soggetti di impegno civile. L’esordio alla regia risale al 1956 con La sfida in cui affronta il tema della camorra con uno stile che si rifà apertamente al film d’azione americano. Tre anni dopo gira I magliari e all’inizio degli anni Sessanta due capolavori di quel decennio: Salvatore Giuliano (1961) e Le mani sulla città (1963). Con Salvatore Giuliano raggiunse la sua maturità artistica e riuscì a ritagliare uno spazio lirico all’interno di un apparentemente arido film-documento su una delle vicende più torbide della storia italiana del Novecento. Le mani sulla cittàè invece l’impietoso ritratto di Napoli che divora se stessa attraverso colate di cemento. Questo film gli valse il Leone d’oro al Festival di Venezia, un premio che sancì la sua definitiva consacrazione come uno dei più rappresentativi e interessanti registi italiani, confermata anche dalle sue opere successive come Uomini contro (1970), manifesto antimilitarista tratto dal romanzo di Emilio Lussu. Dopo i meno convincenti Il momento della verità (1965) e C’era una volta... (1967), tornò al cinema politico con Il caso Mattei(1972), che sollevava interrogativi inquietanti sull’oscura fine del fondatore dell’ENI, Lucky Luciano (1973) e Cadaveri eccellenti (1976), tratto dal romanzo Il contestodi Leonardo Sciascia. Di matrice letteraria furono anche i film successivi: Cristo si è fermato a Eboli(1979) dal capolavoro di Carlo Levi, Tre fratelli(1981), il film-opera Carmen (1984), Cronaca di una morte annunciata (1987) da Gabriel García Márquez. La cerimonia di premiazione avrà luogo in Piazza Grande venerdì 13 agosto alle 21.30. In questa occasione verrà proiettato in Piazza Grande uno dei capolavori di Rosi, Uomini contro(1970) con il compianto Gian Maria Volonté e Alain Cuny, in una copia restaurata dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale (Roma). La stessa sera, il pubblico di Piazza Grande potrà inoltre scoprire una rarità di Bernardo Bertolucci, il cortometraggio Il Canale(1967), restaurato dal Centro Sperimentale di Cinematografia,  dall’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa e dall’ENI.

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