Anche Venezia conferma il trend del Girl Power; a trionfare, dopo lo storico successo di Katherine Bigelow (The Hurt Locker) agli Oscar 2010, è Sofia Coppola che si aggiudica il Leone D’oro per il miglior film. Somewhere (http://www.icine.it/?p=1722) ritratto amaro della crisi di un divo che vive in una fredda Los Angeles, con la sua vena malinconica, cattura i pareri favorevoli di critica e pubblico. Ancora un buco nell’acqua per il cinema italiano. Nonostante le quattro pellicole in gara, i cineasti italiani non riescono a far passare il messaggio dei loro film; nessun premio. A parte 20 Sigarette, di Aurelio Amadei che ritira l’unico premio non accessibile a film stranieri, Controcampo Italiano, il resto è tabula rasa. Alex De La Iglesia con la sua Balada Triste De Trompeta ottiene il Leone d’argento per la miglior regia.
Jerzy Skolimowski con Essential Killing ottiene due premi ambiti, quello della Giuria e la Coppa Volpi, che premia Vincent Gallo come miglior attore protagonista. Ad aggiudicarsi il premio come miglior attrice protagonista, Ariane Labed, interprete del film Attenberg della regista Athina Rachel. Poca sorpresa per il Premio Marcello Mastroianni; conferito al giovane attore di maggior talento, grazie all’ottima interpretazione nel bel film Black Swan, non poteva che andare alla promettente Mila Kunis. Cala il sipario sulla 67° Mostra del Cinema di Venezia; quando le luci del red carpet si spengono è tempo di bilanci. Ancora una volta, purtroppo, rimane l’amaro in bocca per il cinema della Penisola più amata del mondo.
Attendendo la prossima edizione, Tilda Swinton, che a Venezia ha ritirato il Nastro d’Argento come miglior attrice europea, ha espresso il suo ottimismo su una probabile nomination all’Oscar per il miglior film straniero a Io Sono l’Amore, dell’italiano Guadagnino. Con il Festival di Roma alle porte, un grosso in bocca al Lupo a tutti rappresentanti del nostro cinema.

