La magia della lanterna alle Giornate pordenonesi

La lanternista Laura Minici Zotti ha dato il suo addio alle scene giovedì 7 ottobre al Teatro Verdi durante le Giornate del cinema muto di Pordenone. Questa è stata l’ultima occasione per vederla proiettare con una lanterna magica d’epoca i vetri più belli (e tutti rigorosamente originali) della sua collezione. In più di quarant’anni di carriera Laura Minici Zotti ha girato buona parte del mondo ed è stata applaudita da capi di Stato, ambasciatori, direttori di festival e musei.  Ancora una volta la magia del passato ha emozionato il pubblico di oggi. “Concluderò il mio ruolo di lanternista alle Giornate del Cinema Muto – ha spiegato Minici Zotti – che sempre hanno appoggiato il mio entusiasmo… Una decisione difficile ma necessaria perché c’è il rischio di rottura dei fragili vetri, dovuta ai frequenti viaggi e alle limitazioni dei trasporti aerei sempre più restrittive. D’ora in poi, mi dedicherò completamente al mio Museo del Precinema di Padova”. Per quanto riguarda lo spettacolo scelto per dare l’addio alle scene, l’artista ha presentato i vetri più belli della collezione e si è ispirata al programma di Charles Hellemberg. Il celebre lanternista, nel 1884 mostrava vetri astronomici in movimento, i capolavori dell’arte plastica, il giro del mondo e altri mirabili effetti, affascinando il pubblico dell’epoca. Per La grande arte della luce e dell’ombra, questo il titolo dello spettacolo, Laura Minici Zotti è stata affiancata da Paolo Caporello (voce recitante), Günter A. Buchwald (musica) e Frank Bockius (effetti speciali). L’omaggio finale del pubblico delle giornate è stato molto affettuoso, segno della grande ammirazione che i patiti dell’arte muta dimostrano da lungo tempo per le meraviglie del pre-cinema.

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