Recensione: Amici, amanti e…

Voto: 3/5

“E non c’è sesso senza amore…”: anche non amando particolarmente Venditti, bisogna riconoscere che basta questa citazione a riassumere le storie di un buon numero di film, da “Ultimo tango” a “Pretty Woman”. E riassume bene anche la storia che lega Emma Kurtzman (Natalie Portman), apprendista dottoressa; e Adam Franklin (Ashton Kutcher), aspirante sceneggiatore. I due si incontrano già da quando sono adolescenti, si piacciono ma non combinano nulla. Passati gli anni e altri incontri casuali, stabiliscono un patto di ferro: sesso a volontà, ovunque e ogni volta che se ne ha voglia; senza però andare oltre l’amicizia. Sono da evitarsi richieste di spiegazioni, colazioni insieme, gesti affettuosi e soprattutto i sentimenti. Questo perché mentre Adam ha avuto da poco una cocente delusione amorosa, Emma non si sente portata affatto per le complicazioni emotive che derivano da un rapporto di coppia. Quando però l’amore e la gelosia iniziano a far capolino tra un orgasmo e l’altro, le cose diventano più difficili da gestire per entrambi…

Nella videoteca di un teenager tra gli anni ’80 e ’90, di certo Ivan Reitman riusciva ad essere presente con un discreto numero di film (a superarlo forse riusciva solo Robert Zemeckis). Tra Ghostbusters, gemelli e poliziotti alle elementari; aveva fatto la gioia di milioni di ragazzini. Negli anni seguenti, però, la sua stella non ha più brillato allo stesso modo. Oggi ha di nuovo la possibilità di fare centro al botteghino, ironia della sorte con un film che non punta certamente al pubblico che gli ha garantito il successo negli anni passati, dato che “Amici, amanti e…” ha ricevuto il divieto ai minori di quattordici anni in Italia e di diciassette negli Stati Uniti. Non parliamo certo di un film originale, né per il soggetto, né per il modo di creare le gag le quali anche qui si ottengono tramite i comportamenti strampalati di comprimari sopra le righe (a cominciare da Kevin Kline, il quale è anche un po’ sprecato). Gioca a favore, invece, il fatto di aver alzato l’età del target di riferimento, il quale permette di rendere la vicenda più graffiante ed esplicita (e anche meno ipocrita) rispetto la media di prodotti simili. Anche il livello di mielosità viene tenuto fortunatamente sotto controllo. Nel suo genere, quindi, sicuramente una delle pellicole più riuscite. Con molta probabilità, una ventina di minuti in meno avrebbero giovato ulteriormente, ma ormai i film hollywoodiani sembrano destinati a dover sfiorare sempre le due ore, e fare commedie che reggano una simile durata non è certo da tutti. Per quanto riguarda gli attori, all’inizio la scelta della coppia può sembrare non ben congegnata, ma in sostanza funziona, a parte il fatto che mentre nella filmografia di Ashton Kutcher il film appare tra i suoi più complessi, in quella di Natalie Portman è uno dei più leggeri. La Portman è una spanna sopra le attrici che vivono di questo genere, ed è perciò uno dei motivi che segnano la differenza tra questo film ed altri simili, arrivando ad esserne probabilmente l’elemento di maggior interesse. Dopo essersi trasformata da cigno bianco in cigno nero, qui fa sostanzialmente il percorso a ritroso e da affamata di sesso diventa affamata d’amore. Inutile dire in quale delle due vesti è più apprezzata.

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