Uscite DVD
Le cinque variazioni
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"Le cinque variazioni" (ma il titolo internazionale in inglese, 'i cinque ostacoli' è più operativo) è un film da non perdere per chi sia interessanto al processo della creazione cinematografica. Grande cinema di sfida, cinema nel cinema, cinema di confronto, di offese e difese, cinema di omaggio perfino sentimentale tutto condito da una estrema intelligenza nordica. Quasi un saggio ma con le emozioni di un grande film, "Le cinque variazioni" mette a confronto due generazioni di registi danesi: Da una parte nel ruolo del produttore committente il 'giovane' Lars Von Trier, classe 1956, il maggiore cineasta danese, sempre provocatorio mai innocente con la sua casa di produzione la Zentropa. Dall'altra Jorgen Leth, documentarista classe 1937, autore di un celebre piccola opera chiamato "L'essere umano perfetto" del 1967, La sfida di Von Trier per Leth è quella di produrre un film in cui si facciano cinque diverse versioni di quel suo film, e in questo modo 'scoprire' il gioco manierista del collega costringerlo a confrontarsi con se stesso, cion il suo modo di fare cinema.
Dietro alla sfida, al paradosso, c'è un omaggio dell'allievo Trier al maestro Leth. Di fatto il cinema dei due sta agli opposti, ma si intuisce come possano essere le due facce di una stessa medaglia. Nel vestire i panni del produttore Trier, come gli succede spesso, traveste di sadismo la propria affettività, e cercando di parlare di Leth in realtà parla e svela se stesso. Le regole, il richiamo indiretto al Dogma, le richieste di fare un film brutto, antiestetico come Leth nato da tutt'altra scuola non riuscirà mai a fare, sono una piena dichiarazione di poetica, di stile di un nodo di far cinema. Esaltando Leth, costringendolo a un virtuosismo wendersiano Trier esalta se stesso, come poi confessa con grande lucidità nella variazione fiinale, diretta e scritta da lui, montata dalla sua montatrice senza il suo intervento su materiale girato nelle 4 variazioni precedenti da Leth.
Alla fine ci rendiamo conto di avere di fronte un ottimo regista depresso che si è rifugiato a Haiti, e prima ancora ha depresso il proprio talento in documentari sportivi, ma capace di reagire con estrema fantasia e creatività a tutte le variazioni impostegli, di essere regista vero quando glielo si chiede, come forse neanche lui se lo è mai chiesto. Dall'altra c'è il genio ossessivo e demoniaco di Von Trier, insopportabile a se stesso, costretto a distruggere in cui crede per poter continuare a rispettarlo.
Assolutamente da vedere.
Questo' DVD pur offrendo un compito non facile per la molteplicitò di tecniche impiegate. ha avuto un ottimo trasferimento digitale con un buon bitrate medio di 6,98 MB al secondo. La resa video è ottima per le parti in pellicola e in digitale (come l'episodio "Cartoon") meno per le sezioni girate in video digitale.
L'audio è un poco deludente non tanto epr la qualità dell'italiano (un buon 5.1), quanto per la scelta discutibile di includere una colonna originale in 2.0, per un film che in italiano risulta appiattito e non di poco. L'originale ha scene girate in danese, altre in inglese, poi in francese, in spagnolo per l'episodio cubano, insomma una piccola babele linguistica interamente ridoppiata nella versione italiana. L'originale in 2.0 è meno di quello che si potrebbe attendere da un film di questo tipo.
Poco da dire sugli extra inesistenti (solo il trailer), se non per rammaricarci di non aver trovato l'edizione originale dei 13 minuti di "The Perfect Mensh", o altro materiale su Leth.