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Recensione
Donnie Darko


Ho visto "Donnie Darko" la prima volta allo scorso festival di Venezia, nelle peggiori condizioni possibili. Era la proiezione di mezzanotte di un festival, affollata da "fans a priori" (un po' il rovescio di quelli che, il giorno prima, avevano deliberatamente affossato il film di Michele Placido) e per di più attendevo a mia volta il film con ansia, dopo aver letto quel bizzarro sondaggio di imdb che lo iscriveva addirittura tra i migliori cento di tutti i tempi. Ricordo di averlo liquidato come "un buon film da prima serata di Italia 1" e chiuso così la pratica.
Amareggiato da tanta delusione, ho deciso truffauttianamente di tornare a vedere il film una seconda volta, a mente più aperta e meno condizionata. E, naturalmente, è avvenuto il miracolo. "Donnie Darko", infatti, appartiene alla categoria dei film predestinati a diventare cult.
Ecco, secondo me, i motivi:
E' una commistione di generi (film scolastico adolescenziale, fantascienza, horror, commedia, parodia) e questo lo rende trasversale, intrigante, curioso per quasi tutti i target cinematografici. E' un film che lascia molte cose aperte, con un finale addirittura complicato da decifrare, il che rende necessaria una seconda visione e magari una terza.
E' un film con almeno un secondo livello di lettura, quello della satira politica, a volte esplicita, a volte nascosta, che arriva ad assimilare l’elezione di Bush senior a presidente americano, nel 1988, alla fine del mondo. Questo lo rende un riferimento citabile per l’interpretazione di quel determinato periodo storico.
E' un film citazionista, il che crea un gioco complice tra regista e spettatore a chi ne riconosce di più, che non termina con la fine del film.
E' un film che utilizza alcuni attori "icona" (Patrick Swayze, negli insoliti panni di un predicatore pedofilo e Drew Barrymore in quelli di un'insegnante progressista), altri ne “iconizza” (come la strepitosa Beth Grant, insegnante di educazione fisica, reazionaria e, insieme, goffa vittima dei luoghi comuni retorici americani), altri, soprattutto, ne lancia o contribuisce a lanciare, come la coppia “terribile” di fratelli, nel film come nella vita, Jake e Maggie Gyllenhaal.
E' un film, infine, generoso di idee e di trovate, perfino arruffone nel suo volerci infilare di tutto, il che ne facilita la memorizzazione, il gioco di rimandi, la citazione, la battuta. Non è così che un film diventa cult?
Per il resto, per quello che c'è dentro, andate a vedere il film. Anzi, a rivederlo.

(2004-11-27)


  

SCHEDA FILM


(Donnie Darko)
Stati Uniti, 2001, 113', 2004-11-26
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THE DIRECTOR'S CUT

Prod: Moviemax
Distr: Mondo Home Entertainment
uscita 2005-12-07,
Audio 5.1: Italiano, Inglese
Sottotitoli: Italiano, Inglese
Extra:
Versione integrale del film - con oltre 20 minuti inediti - presentata al Festival di Venezia 2004
Diario di produzione: parla Richard Kelly
Backstage
Interviste al cast artistico e tecnico
Trailer cinematografico originale
Spot Tv
Trailer cinematografico
Spot teaser
Scene tagliate


Note: Confezione Amaray
Prod: Moviemax
Distr: Mondo Tv
uscita 2005-03-23,
Audio 5.1: Italiano, Inglese
Sottotitoli: Italiano, Inglese
Sott. non udenti: Inglese
Extra:
20 interviste al cast artistico e tecnico
trailer
dvd