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Recensione
La tigre e la neve


Viene il dubbio su come si possa giudicare, o almeno su come si debba parlare di un film così, senza rischiare di non dire che una delle forze del comico è il tragico e che le grandi vicende sono fatte anche dalle storie dei tanti piccoli uomini che le vivono. Perché tutte queste cose in effetti sono nel film.
"La tigre e la neve" è una favola per adulti che sanno della guerra, argomento tutt'altro che lieto, ma pur sempre una favola: ci sono cammelli, tigri, canarini toscani, mosche, mute da sub, neve a Roma in estate, poeti e saggi che paiono venire direttamente dalle "Mille e una notte", D'Annunzio, Montale, Majakowskij e Tom Waits. Con un impianto del genere si sarebbe davvero potuto realizzare di tutto. Ma cosa c'entrano Tom Waits con l'Iraq e una tigre con Eugenio Montale? Con l'eccezione di Tom Waits (nelle bellissime sequenze ideate da Nicoletta Braschi con le quali si apre il film) questi elementi non partecipano della favola, ma sono la sua cornice, le parole dette, e la tigre del titolo non appare per magia come nelle vere favole, ma in una scena di grande realismo.
La vera magia è riportata così agli episodi della vita reale. La vera favola è quella di un insegnante (che sia poeta pur detto più volte è poco dimostrato) che insegue il suo amore per salvarle la vita e nel fatto che la donna più bella per un uomo sia la propria moglie. Una storia di tutti i giorni, piccola e che proprio per questo piacerà ad un pubblico di romantici coniugi, anche perché condita essenzialmente dalla presenza scenica del Benigni popolare (non quello delle letture di Dante).
Lo scrittore Serge Tisseron, in un suo ormai noto articolo descrive i successi dei film con un impianto di magia come "Amelie" o "Harry Potter" in base alla teoria per cui il bambino che perde la mamma ha bisogno della fiaba dell'orso che la ritrova. Ecco: il successo dell'eterno bambino Benigni sta qui, nel bisogno di evadere dalla guerra, dalla paura per il terrorismo e dagli altri "vizi" americani recentemente emigrati da noi. Così Benigni passa dall'esorcismo delle vecchie paure storiche a quello del presente. La guerra in Iraq si trasforma nel racconto della battaglia (cieca del contesto) di un ometto tenero, tenero che cerca di salvare la vita al suo eterno amore ferito.
Grande il cast tecnico, dall'immancabile Vincenzo Cerami a Bruno Pupparo e Nicola Piovani (altro immancabile per Benigni), peccato per qualche imprecisione negli effetti digitali e... per il fatto che noi, non siamo degli impenitenti romantici!

(2005-10-10)


  

SCHEDA FILM


Italia, 2005, 118', 2005-10-14
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COLLECTOR'S EDITION (2 DVD)

uscita 2006-03-21,
dvd