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Recensione
La stella che non c'e'


Un operaio di 54 anni vede la sua fabbrica in dismissione vendere macchinari ad un'azienda cinese. Potrebbe essere l'inizio di una fine, quella del lavoro in Italia, e della fabbrica che mano a mano sparisce per lasciare il posto alla ruggente Cina. E invece no. L'operaio, come alzandosi dalle ceneri della sua classe (come in un sogno che non c'è, quindi) decide di partire anche lui per la Cina alla ricerca della sua macchina, per sostituire quel piccolo pezzo difettoso che potrebbe costare la vita a centinaia di operai. La storia comune si trasforma allora in epica dell'uomo straordinario.
Con Vincenzo scopriamo la Cina, grande, sovrappopolata e laboriosissima; la Cina inquinata e disperata (come la piccola Liu Hua). Una Cina che alla fine, capiamo, non ha bisogno di noi e anzi ci irride, ma umana, umanissima, alla fine identica a noi ("Un cinese prima ti fa lo sgambetto e poi ti aiuta a rialzarti").
"La stella che non c'è", tratto dal romanzo di Ermanno Rea "La dismissione", è forse il primo film ad affrontare l'argomento tanto attuale della Cina degli ultimi anni, quella industriosissima che cresce in corsa, ma della quale ci è difficile afferrare la cultura.
Accanto a questa traccia Amelio ci mostra uno dei suoi sguardi più tipici, quello sui bambini che alla fine, di qualunque cosa stiamo parlando (politica, lavoro, culture) sono quelli che scontano il peso delle nostre scelte, perché sono il futuro di qualunque cosa.
Bravo Amelio per la delicatezza dello sguardo e per la regia attenta all'indagine sociologica come all'umanità dei personaggi, attraverso i quali, alla fine, ci insegna ad essere un po' meno paurosi verso l'altro. E tutto questo in una lavorazione che, ci dice, è stata difficile per il continuo controllo delle autorità di censura cinesi (ma tra le scene più belle mettiamo anche quella delle mascherine antinquinamento che è stata tagliata, e che alla fine pesa come un macigno in tutto il brano del film).
Bravissimo Castellitto nei panni di Buonavolontà (del quale non conosciamo la storia, ma che rivela tutto nella sua capacità di incontro, allenato dalle lotte politiche e sindacali della sua storia personale) e brava la giovane esordiente Tai Ling (nei panni dell'onnipresente interprete).
Lascia un'eco l'età del manutentore Vincenzo Buonavolontà: 54 anni, la stessa dell'operaio, il diciottesimo, morto qualche giorno fa sul lavoro, morto di fabbrica, ed è quasi a lui che potremmo pensare.

(2006-09-08)


  

SCHEDA FILM


Italia/Francia/Svizzera, 2006, 104', 2006-09-08
  DETTAGLIO
 TRAMA
 CAST
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 SITO ITALIANO
  IL DVD CompraBUY
Prod: 01 Distribution
Distr: 01 Home Entertainment
uscita 2007-01-24,
Audio 5.1: Italiano
Sott. non udenti: Italiano
Extra:
Piccolo dizionario cinese
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Note: Confezione Amaray
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