Recensione
I racconti di Terramare
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Esordire sapendo di avere un cognome impegnativo e pesante come quello di Miyazaki non è un compito facile per nessuno e non sempre si è in grado di soddisfare le aspettative, ma per fortuna questo non è il caso. Infatti "I racconti di Terramare", opera prima del regista figlio d'arte Goro Miyazaki, è un interessante favola d'animazione in perfetto stile nipponico d'autore e soprattutto in perfetto stile paterno. Tratto dalla saga fantasy "Earthsea" di Ursula K. Le Guin, il film racconta una romantica storia d'amore tra due ragazzi, a loro insaputa simboli dei due regni che portano equilibrio nel pianeta, e che si trovano a contrastare una maga malvagia desiderosa di scoprire la formula per l'immortalità e poter conquistare così il regno celeste e terreste. Interverrà anche il saggio mago errante Sparviere, una sorta di Gandalf della situazione, in aiuto dei due ragazzi Arren e Theru per poter sconfiggere Aracne, già una volta affrontata e sconfitta dallo stesso mago.
Il film non ha nessuna pretesa e messaggi metaforici tra le righe da comunicare allo spettatore, non è ancora naturalmente ai livelli alti del padre e giustamente non lo vuole essere da subito perché la superbia sarebbe stato il peggior errore sia per il regista che per il film stesso, ma dà una semplice riflessione sul senso della vita e dell'immortalità e di come la disperata ricerca a tutti costi dell'immortalità sia in realtà l'abnegazione della vita stessa e l'incapacità di affrontare la morte stessa. Il messaggio semplice e preciso, anche in parte freudiano con l'omicidio del padre da parte del figlio, arriva allo spettatore diretto, senza fronzoli o giri di parole che rischiano di cadere nella retorica più spiccia ed è proprio questa semplicità e linearità il punto di forza del film di Goro Miyazaki. Questa capacità di comunicare messaggi così impegnativi è una dote che soprattutto l'animazione giapponese nel suo complesso, e nel caso specifico la famiglia Miyazaki, è in grado di fare, cosa che purtroppo sia in Europa che soprattutto negli Stati Uniti è ormai un elemento introvabile, se non totalmente scomparso, dove si cura sempre più il contenitore luccicante e non i contenuti sempre più scialbi e tronfi di retorica.
Anche da un punto di vista prettamente grafico e d'animazione il film risulta piacevole ed efficace, anche se forse un po' troppo semplice e lineare privo dei dettagli e particolari che hanno sempre caratterizzato i film di Hayao Miyazaki, ma la strada è ancora lunga e i margini di miglioramento sono ancora ampi. Sicuramente "I racconti di Terramare" non è un capolavoro, ma un buon film riuscito e da vedere che farà fare un salto indietro nel tempo di una ventina d'anni a tutti i fan di Hayao Miyazaki - ai tempi di "Conan il ragazzo del futuro" e "Nausicaa", solo per citarne alcuni - sia per gli elementi narrativi e d'immagine, e ciò è molto incoraggiante per il futuro di Goro Miyazaki.