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Recensione
Il destino di un guerriero


Dopo aver vestito i panni di Aragorn e aver raggiunto la popolarità e la fama ne "Il Signore degli Anelli", confermata poi con "History of violence" di Cronenberg, Viggo Mortensen si lancia con ardore e coraggio in un nuovo film in costume ambientato in Spagna. "Il destino di un guerriero" è infatti ambientato nel XVII° secolo quando, all'apice del proprio potere, l'impero spagnolo manda i suoi soldati a difendere le frontiere conquistate col sangue ed in particolar modo nelle Fiandre, in un'impresa a dir poco suicida. Diego Alatriste è un soldato coraggioso, solitario e fedele al proprio re e ai suoi superiori; persino quando l'impresa è folle, ma tenendo molto alla propria reputazione di spadaccino e di uomo, non gli resta altro che eseguire gli ordini. La sua situazione cambierà quando l'amico di battaglie Balboa muore e gli chiede di crescere il proprio figlio Iñigo.
Al ritorno dalla battaglia Alatriste scopre che i poteri reali stanno cambiando: un alone di corruzione e potere sta facendo vacillare l'impero e la santa inquisizione miete vittime in nome di Dio; tutto ciò non ha niente a che vedere con la religione, ma viene utilizzato per liberarsi delle persone "scomode".
In questo intrigo di potere cade anche Don Diego Alatriste, il quale si autocondannerà a morte e la sua vita sarà sempre appesa ad un filo, o meglio ad un duello di spade.
"Il destino di un guerriero" è un film ispirato ad un ciclo di racconti di Arturo Pérez-Reverte e diretto dal regista spagnolo Agustín Díaz Yanes, semisconosciuto a livello internazionale ma molto apprezzato in Spagna.
Da sottolineare l'imponente lavoro di produzione (quasi 25 milioni di euro), la fotografia meravigliosa di Paco Feménia, la scenografia (le trincee della battaglia nelle Fiandre ricordano da molto vicino "Orizzonti di gloria" di Kubrick), fino ai costumi splendenti e maestosi. Purtroppo il punto debole sta nello sviluppo della storia, a volte macchinosa e difficile da seguire, essendo un ibrido fra "un cappa e spada" e un film storico come "Il mestiere delle armi" di Olmi; se non fosse stato per il tenebroso protagonista Viggo Mortensen, il film avrebbe potuto prendere una piega anche peggiore. L'attore americano-danese calza a pennello i panni sporchi e stracciati dell'eroe e viene messa in evidenza la sua prestazione di attore e artista a tutto tondo come si era già visto nelle vesti del ramingo Aragorn. Da annoverare anche Enrico Lo Verso nei panni del mercenario palermitano Malatesta, nemico di Alatriste e del suo allievo.
Il film nel suo complesso si fa vedere con grande piacere - anche se ad entusiasmare sono le immagini più che i contenuti - non riuscendo però a far immedesimare lo spettatore nei personaggi, eccenzion fatta per Mortensen che con spada o fioretto riesce ad essere un capitano ed un valoroso guerriero.

(2007-06-26)


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SCHEDA FILM


(Alatriste)
Francia/Spagna/Stati Uniti, 2006, 147', 2007-06-22
  DETTAGLIO
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EDIZIONE SPECIALE (2 DVD)

Prod: Medusa
Distr: Medusa Video
uscita 2007-11-21,
Audio 5.1: Italiano, Spagnolo
Sott. non udenti: Italiano
Extra:
Interviste a Enrico Lo Verso
Intervista a Viggo Mortensen
Scene tagliate
Making of

Note: Confezione Amaray
dvd