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Recensione
La leggenda di Beowulf


Il regista Robert Zemeckis, dopo il mediocre "Polar Express" sia per la qualità visiva che per la storia inconsistente, raffina la tecnica del Motion Capture (denominata in seguito performance capture) e adatta il poema sulle gesta di Beowulf, eroe scandinavo giunto in Danimarca nel 570 d.C. per liberare un villaggio dalla maledizione di Grendel. Il film "La leggenda di Beowulf" unisce paradossalmente il passato con il futuro in maniera a dir poco sorprendente, dando vita all'antico poema inglese mediante le tecniche cinematografiche più innovative e sperimentali. Il risultato che ne consegue è molto buono, anche se la tecnica utilizzata ha ampi margini di miglioramento. In particolar modo il lavoro grafico è da elogiare per i dettagli nei primi piani, i mezzi busti e i singoli personaggi a tutto schermo, mentre la stessa tecnica si perde nei campi lunghi o nelle scene di massa risultando ancora troppo rigida e meccanica, quasi fosse un videogame. Memorabili, per cui vale assolutamente il biglietto, sono i personaggi: lo stesso Beowulf, il mostro Grendel e la madre ed il figlio di Beowulf.
Elogiato l'aspetto tecnico e visivo del film, è giusto puntare i riflettori anche sull'adattamento e la regia. La sceneggiatura è stata affidata a due pezzi da novanta come Roger Avary (premio Oscar) e Neil Gaiman (celebre scrittore di romanzi e fumetti fantastici e epici), i quali hanno compiuto un buon lavoro rimanendo abbastanza fedeli all'opera stessa anche se con qualche scivolata di stile che però non rovina, per fortuna, il film. Certamente i due non hanno avuto lo stesso rigore filologico che ebbe nell'analizzare il poema Tolkien nel suo saggio "Beowulf: monsters and critics"; ciò era prevedibile, ma lo hanno per certi versi semplificato, non togliendo però i perni chiave della storia: la psicologia dei personaggi, l'eterna lotta tra bene e male e il desiderio di potere. Sorprendente è la regia di Zemeckis, quasi non di suo pugno talmente diversa da tutti i suoi film precedenti, dinamica, coinvolgente, molto cupa e molto violenta, come lo stesso poema richiedeva, non tirando mai indietro la mano quando c'è da mostrare un dettaglio sanguinolento. Questa rivoluzione stilistica è stata anche possibile grazie all'uso integrale della computer grafica e della performance capture che annulla completamente ogni angolazione e gravità e al tempo stesso permette al regista di utilizzare ogni pixel dello schermo come possibile punto d'osservazione. Si nota subito che il film è stato concepito per essere proiettato nel formato IMAX 3D e sicuramente lo spettacolo ne guadagnerà ancora di più, pur essendo già ad un livello visivo a dir poco strepitoso.
L'unica perplessità che può nascere nello spettatore è sulla scelta di realizzare interamente in computer grafica un poema epico così importante e conosciuto, la cui versione forse a non tutti sarà gradita, e probabilmente sarebbe stato più opportuno alternare le riprese in live action con quelle in performance capture, dando così molta più forza e credibilità al film stesso (Gollum docet). "La leggenda di Beowulf" è comunque un film da non perdere assolutamente sia per il significato tecnologico e rivoluzionario intrinseco, sia per il buon adattamento del poema epico più antico d'Inghilterra.

(2007-11-14)


  

SCHEDA FILM


(Beowulf)
Stati Uniti, 2007, 114', 2007-11-16
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EDIZIONE SPECIALE (2 DVD)

Prod: Warner
Distr: Warner Home Video
uscita 2008-03-19,
Audio 5.1: Italiano Inglese
Sottotitoli: Inglese Spagnolo Tedesco Italiano Arabo Ebraico Islandese Greco
Sott. non udenti: Italiano Tedesco Inglese
Extra:
A Hero's Coffee Break: il making of di Beowulf
La realizzazione del film
Dal poema leggendario al grande schermo
Beasts of Burden: la creazione dei mostri
La scelta dell'interprete del personaggio principale
Il processo creativo: dall'ispirazione al risultato finale
Scene tagliate mai viste al cinema

Note: Confezione Amaray
dvd