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Recensione
Tutta la vita davanti


Per la ventiquattrenne Marta, fresca laureata in filosofia, avere "tutta la vita davanti" non è solo un luogo comune, è piuttosto una effimera affermazione che non trova alcuna corrispondenza nella realtà. Sembra infatti che, nonostante il 110 cum laude e abbraccio accademico, tutte le strade le siano già precluse; per lei solo dei tiepidi "le faremo sapere" e porte chiuse. L'unica possibilità di lavoro che le viene offerta è quella nel call center di una società che mette in vendita un elettrodomestico dalle dubbie potenzialità. Marta si immerge così nella realtà del precariato e viene a contatto con un mondo lontano dal suo, popolato da telefoniste solo in apparenza oche e superficiali, capi meschini e disperati, sindacalisti idealisti e aspiranti venditori, ai quali si accosta da filosofa partecipe, condividendo le loro sofferenze e incertezze, ma senza mai emettere giudizi morali.
Il punto di vista di Marta è quello che Paolo Virzì sceglie di adottare per questa sua nuova commedia dai risvolti amari, raccontata dalla voce fuoricampo di Laura Morante. Ne viene fuori un film dai tempi perfetti e dalla sceneggiatura esemplare, alla quale Virzì ha lavorato assieme al fedele collaboratore Francesco Bruni, che rinverdisce i fasti della commedia all'italiana, aggiornata ai nostri tempi. E come nella migliore tradizione, dietro le situazioni e i personaggi comici, si nasconde una realtà sconfortante e tanto più crudele perché vera. Virzì mette insieme un gruppo di attori (con alcuni dei quali aveva già lavorato, come Valerio Mastandrea e Elio Germano) bravissimi e molto affiatati, che calzano magnificamente nei propri ruoli e tra i quali spicca Isabella Ragonese, proveniente dal teatro, che regge benissimo la sua prima prova da protagonista sul grande schermo. Inoltre il regista ritrova qui i protagonisti del suo film d'esordio "La bella vita": Massimo Ghini, con una parte che sembra essergli stata cucita addosso, e un'insolita Sabrina Ferilli, a cui Virzì regala un'uscita di scena da grande star in stile "Viale del tramonto".
Dietro l'immediatezza e l'apparente facilità di narrazione emerge un affresco del nostro Paese realizzato con grande intelligenza, in cui i personaggi sono emblemi di situazioni in cui per molti è facile riconoscersi, ma che allo stesso tempo non sono mai bidimensionali. È, questa, la prova di come si possa ancora fare in Italia un cinema di qualità, che parli del presente e non necessariamente di realtà emarginate attraverso prospettive straniate e stranianti. La speranza è che, pur non potendo cambiare lo stato delle cose, questo film sappia infondere nei suoi spettatori, che si spera saranno in molti e attratti dai motivi più diversi, almeno un po' della sua lucida e ironica consapevolezza, perché, come recita il titolo del romanzo che lo ha ispirato, "Il mondo deve sapere".

(2008-04-01)


  

SCHEDA FILM


Italia, 2008, 117', 2008-03-28
  DETTAGLIO
 TRAMA
 CAST
 SITO ITALIANO
  IL DVD CompraBUY
uscita 2008-09-10,
dvd