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Recensione
Amore Bugie & Calcetto


"Amore Bugie e Calcetto": l'ABC della vita moderna, almeno secondo gli autori di questo film diretto da Luca Lucini, già regista "Tre metri sopra il cielo", pellicola considerata capostipite del cinema generazionale italiano. Per intendersi, il filone di "Notte prima degli esami" di ieri e di oggi, adattamenti vari da successi editoriali di Moccia e compagnia cantante. Con questo suo terzo lavoro Lucini sposta l'attenzione su una storia corale e costruisce una commedia comunque non molto dissimile dalle atmosfere dei film nominati. Qui i protagonisti sono sette uomini di diversa età, dal cinquantenne e direttore d'azienda Vittorio, eterno giovane e fidanzato con la ventenne Viola, amore proibito del figlio Adam, inquieto nella paura di assomigliare al padre e nel rapporto occasionale con Martina, fidanzata del suo migliore amico Piero, ossessionato dalla pianificazione dettagliata e maniacale della propria esistenza. C'è poi Lele, marito di Silvia e padre di due figli piccoli che decide di fare il casalingo per assecondare i sogni professionali della moglie; Filippo, giovane rampante consulente finanziario, freddo e calcolatore. Il Venezia, operaio della ditta di Vittorio, che si esprime come un giocatore di serie A, agito dalla televisione e dal suo linguaggio. Infine il Mina, giornalista divorziato e dispensatore di consigli calcistici e sentimentali.
Tutti loro hanno in comune il giovedì sera, quando si ritrovano per disputare le partite del campionato amatoriale di calcetto. Seguendo il detto "in campo come nella vita", le loro personalità e vicende sentimentali si riflettono nel loro comportamento in campo, che dipende più dalle loro donne che dalle loro qualità sportive. Lucini e Bonifacci, autore della sceneggiatura, cercano così di raffigurare attraverso lo strumento della commedia, e quindi del far ridere, la realtà quotidiana, ma come al solito in operazioni di questo tipo ci riescono solo a tratti e comunque in maniera superficiale. Ne escono sicuramente bene le donne, viste come la vera spina dorsale della narrazione, la parte forte. Sono loro, le donne, che con tenacia e volontà, e anche qualche bugia, riescono a portare avanti le famiglie o a ricomporle, superando le indecisioni e le paure maschili. Presupposto forse non così lontano dalla realtà, ma certamente trattato in maniera stereotipata. Il bisogno di creare "tipi" porta a una stereotipizzazione eccessiva dei caratteri dei diversi personaggi, e questo li fa risultare poco credibili. Anche le scelte di regia non sono forti e dopo un inizio interessante con una camera a mano che segue l'umore dei personaggi, specialmente di Lele e Silvia, si ritorna poi a una piattezza fortemente da italica commedia corale. Ciò non oscura la bravura della Finocchiaro e anche quella di Battiston, fortunato e bravo a ritagliarsi il ruolo meno ostentato e forse per questo più sentito.
La visione scorre, ma non può soddisfare un film che ha fortissimi echi in tanti, troppi film italiani già visti nel recente passato. Anche la stessa idea del calcetto e sul modo in cui vengono trattate le sequenze delle partite ricorda da vicino un lodevole film documentario del 2006, "Matti per il calcio" di Volfango De Biasi. La sensazione di inautentico, insomma, è abbastanza forte.

(2008-04-07)


  

SCHEDA FILM


Italia, 2007, 115', 2008-04-04
  DETTAGLIO
 TRAMA
 CAST
 SITO ITALIANO
  IL DVD CompraBUY
uscita 2008-09-23,
dvd