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Anteprima
La tigre e il dragone


"La tigre e il dragone", spettacolare favola dell’inesauribile talento di Ang Lee, l’eclettico regista che ricordiamo per il britannico "Ragione e sentimento", i cinesi e disincantati "Banchetto di nozze" e "Mangiare bere uomo donna", per finire con i pluriamericanizzati "Tempesta di ghiaccio" e "Cavalcando con il diavolo", dopo aver incantato il Festival di Cannes, venerdì 2 febbraio raggiungerà finalmente le sponde della nostra penisola traghettato dalla Bim. Il film, prodotto da Sony Entertainement e Columbia, è la colossale ricostruzione di un mondo e di una tradizione immaginaria resa vera da un profumo d’oriente che tradisce a ben vedere le regole ferree del Tao e delle discipline del combattimento, ed è paragonabile solo ad eventi del calibro del visionario "Il gladiatore" dello scaltro Ridley Scott o al movimentato post-futurista "The Matrix" dei geniali fratelli Wachowski: la spettacolarità e la purezza del Grande Cinema.

I magnifici 4 di Ang Lee

Alla grandiosità di "La tigre e il dragone" non manca la drammaturgia di Lee, regista delle ragioni e dei sentimenti che, assieme al suo co-sceneggiatore e produttore James Schamus, concerta una coreografia di personaggi e caratteri (la forza, la debolezza, l'inquietudine e la pace, il dilemma shakespeariano dell’"essere o non essere") di rara pienezza, in una rappresentazione simbolica e fisica di una lotta senza posa che non lascia che trapelare le distinte anime dei combattenti. Tratto da un enciclopedico romanzo dello scrittore Wang Du Lu (la quarta parte si chiama appunto "Croucing Tiger Hidden Dragon", letteralmente "La tigre in agguato e il dragone nascosto") pubblicato nei primi del Novecento sulla scia del Wuxia, "La tigre e il dragone" è ambientato nel lontano Ottocento, in una Cina prossima a essere invasa dalle forze occidentali, dove i quattro protagonisti (due uomini e due donne) combattono, amano, si avvicinano e muoiono da immortali, sotto il segno di una filosofia divina, in cui i contrasti si incontrano a favore di una pace suprema. Per interpretare i magnifici quattro protagonisti, Ang Lee ha reclutato il fior fiore della recitazione orientale. Nei panni del saggio e temibile Li Mu Bai troviamo l’attore più conosciuto dell’intera Asia, Chow Yun Fat, reso celebre in occidente soprattutto dalla sua interpretazione accanto a Jody Foster di "Anna and the King. La passionale combattente Yu Shu Lien, segretamente innamorata di Li Mu Bai, è la malesiana Michelle Yeoh. La diciannovenne Zhang Ziyi, interprete del suggestivo "La strada verso casa" di Zhang Yimou, è la esile e giovane aristocratica Jen, costretta a rinunciare alla sua casta in nome di un travolgente amore. Infine, l’avvincente e furfante giovane re del deserto che ne rapisce il cuore ha le fattezze di Lo Chang Chein.

Danzando la guerra interiore

In questo film i combattimenti sono trattati come vere e proprie danze: non mancano certo la sciabola e gli anelli incrociati che colpiscono cose e uomini dividendoli in due esatte metà, e neppure gli incredibili uno contro tutti dell’inveterata tradizione, ma il divino sta soprattutto nelle favolose damigelle del fioretto che sorvolano tetti, corsi d’acqua specchiati e alberi, muovendosi con i gesti e la grazia di un primo Nurejev secondo i dettami di un libro rubato alla segreta tradizione delle scuole maschili. Senza entrare nella specificità della cultura orientale, è sufficiente afferrare l’idea basilare del film, secondo cui nell’animo di ogni personaggio si nasconde un dragone: bisogna solo cercarlo.

(2001-02-01)


  

SCHEDA FILM


(Wo hu zang long)
China / Hong Kong / Taiwan / Usa, 2000, 119', 2001-02-02
  DETTAGLIO
 TRAMA
 CAST
 NOTA
 SITO ORIGINALE
  IL DVD CompraBUY
Distr: Warner
uscita 2001-07-24,
dvd