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Recensione
Ti do i miei occhi


Una giovane e terorrizzata mamma prepara velocemente una borsa, prende suo figlio e scappa di casa. Questo è l'inizio del doloroso e meraviglioso ritratto di una donna che si ribella alla violenza domestica perpretata dal marito. Pilar era una piccola sognatrice, che andando avanti nella vita è costretta a crescere, a superare e a dimenticare. Prima il rapporto con il padre, l'assoluta mancanza di personalità della madre, la fuga nel Regno Unito della sorella. Quando aveva incontrato Antonio, sembra dirci la foto del suo matrimonio, aveva finalmente incontrato la sua serenità, la felicità. Ma Antonio è un uomo piccolo, violento, senza sogni e senza desideri, bisognoso d'infinito affetto, d'esser accudito ed amato costantemente. Quando si sente trascurato, la sua insicurezza gli acceca il cuore e la ragione, e i suoi sfoghi (che non vediamo che accennati), lo portano ad una violenza che odia. Ma Pilar non ne può più, e pur amandolo alla follia, pur avendogli donato se stessa, le sue mani, i suoi seni e i suoi occhi, lo abbandona. Antonio non si dà per vinto e cerca di vincere se stesso, cominciando a frequentare un corso d'assistenza sociale contro la violenza familiare, dove conosce uno psicologo e persone come lui, che lo aiutano a capirsi e a controllarsi. Pilar vede e riconosce i suoi sforzi di cambiare, e come sempre finisce col credergli, con l'abbandonarsi a lui, alla sua solitudine, alla sua tenerezza, per affrontare la sua infelicità, la sua disperazione. Ma quando capisce che c'è qualcosa di più che vuole fare della sua vita, quando comincia a capire che le piace lavorare, che le piace l'arte e descrivere quadri, e che le piacerebbe abbandonare Toledo per trasferirsi a Madrid, la gelosia, la frustrazione di Antonio diventano nuovamente incontrollabili. E con loro la sua violenza.
"Ti do i miei occhi" è un film bellissimo, che lascia attoniti e coinvolge fin dalla prima inquadratura. Laia Marull e Luis Tosar, i due protagonisti, sono eccezionali. Soprattutto Laia manifesta il terrore nei suoi occhi ed il tremare delle sue mani, la sua difficoltà nel crescere, il suo viaggio psicologico, con una lavoro attoriale stupefacente. La violenza, per tutta la durata del film, è più psicologica che fisica, tanto che non vediamo mai i segni dei maltrattamenti sul corpo e sul volto di Pilar, in contrasto con quanto dicono i referti medici. Si tratta di un vero e proprio "terrorismo domestico", come si affretta a specificare la regista Iciar Bollain, che tanto ha voluto questa storia da spingersi a coprodurla. Il lavoro di sceneggiatura è perfetto, salvo per lo schieramento istintivo che lo spettatore attua immediatamente nei confronti di Laia e della sua disperata paura, anche se il tentativo di crescita, tenero e doloroso, che mette in atto Antonio, dà a tutti la speranza che le cose si possano aggiustare. Ma un amore malato non si può guarire. Un amore terrorifico non si può più vivere. Grande anche la struttura narrativa e lo spessore degli attori secondari, soprattutto quello della sorella e quella dello psicologo. La storia è molto forte, commovente, e mette in scena persone vere, con insicurezze, paure e coraggi che non sembrano affatto partire dalla penna di qualcuno. Un grande lavoro anche di ripresa, dove la macchina, pur non essendo mai in movimento eccessivo, dà il senso delle cose, degli spazi, del dolore, della vicinanza, della speranza e della sensualità, senza mai farsi protagonista. Fotograficamente la pellicola è piuttosto omogenea e non cerca l'effetto, ma molto belle sono le illuminazioni degli interni e delle scene al museo, dove la luce negli occhi di Laia è più vivida che mai. Montaggio e colonna sonora fanno il loro dovere, senza eccedere, senza strappare la scena alla splendida Laia Marull e a tutti gli altri protagonisti. Un film da vedere assolutamente.

(2004-04-21)


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SCHEDA FILM


(Te doy mis ojos)
Spagna, 2004, 116', 2004-04-23
  DETTAGLIO
 TRAMA
 CAST
 SITO ITALIANO
  IL DVD CompraBUY
video:
audio:
extra:
DVD:
Prod: Lucky Red
Distr: Medusa
uscita 2005-03-09,
Audio 5.1: italiano, spagnolo
Sottotitoli: italiano, spagnolo
Sott. non udenti: italiano
Extra:
Cortometraggio “Amores que matan” di Icíar Bollaín - Intervista a Icíar Bollaín - Intervista a Laia Marull - Trailer Italiano - Trailer Originale - Cast e Filmografie - Galleria Fotografica
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