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Antipodi a confronto

Si intitola Nord e Sud ed è introdotto da Jolanda Guardi e Andrea Meregalli l’incontro d’apertura di Docucity, la rassegna di cinema documentario sulle città. Nata inizialmente dalla volontà del corso di laurea in Mediazione linguistica e culturale, del CTU e della Biblioteca del polo di Sesto la rassegna è giunta alla sua quinta edizione arricchendosi di un concorso che quest’anno vedrà le premiazioni in maggio. In programma la proiezione di Memoires d’Immigres della la regista francese di origine algerina Yamina Bengouigui (1997) e The Socialist, The Architect and the Twisted Tower (2005) di Fredrik Gertten. Memoires d’Immigres è un lungo documentario che ripercorre le storie di 3 generazioni di emigrati magrebini in Francia e delle loro famiglie.
Girato in 35 mm, il documentario intreccia le interviste e i luoghi attuali a materiali filmici d’archivio che ne sostengono la verità narrativa. Al cuore dell’opera ci sono gli immigranti di ogni età e posizione sociale. Il documentario apre sui primi immigrati, la generazione sacrificata dei padri operai assorbiti e sfruttati dall’industria automobilistica, stipati nei sobborghi con le famiglie che li hanno raggiunti. Memoires d’Immigres è uno sguardo sulle politiche miopi che stanno storicamente dietro le rivolte attuali dei sobborghi francesi, ma è anche una testimonianza sulla vita delle famiglie magrebine in Francia, sulle speranze di ritorno che svaniscono con il tempo, sulla schizofrenia del vivere sospesi tra un passato perpetuato dai gesti quotidiani e un futuro comprensibile solo alle nuove generazioni. Più breve il film dello svedese Fredrik Gertten, The Socialist, The Architect and the Twisted Tower del 2005. Regista, giornalista e produttore di programmi televisivi, Gertten ha raggiunto di recente una certa popolarità con il film Banana (2009) che ha destato molto interesse. The Socialist, The Architect and the Twisted Tower è la storia della lunga e controversa costruzione del Turning Torso di Malmö, Svezia, la torre residenziale più alta d’Europa, nata dal progetto del famoso architetto Santiago Calatrava e dalla tenace volontà di Johnny Örbäck manager della cooperativa abitativa HSB che gliel’ha commissionata. Voluta per celebrare le radici portuali della città e la sua origine industriale, la torre si ispira a un torso umano in movimento e si staglia nel cielo torcendosi su se stessa di 90 gradi. 190 metri di altezza, 54 piani rivestiti di pannelli di cristallo ed alluminio, nove cubi rotatori sovrapposti, visibile fin da Copenaghen, la torre ha il premio MIPIM alla fiera della costruzione di Cannes come miglior edificio residenziale del mondo.

21 febbraio, ore 9.30, Aula Magna Polo di Sesto, piazza Indro Montanelli 14

 

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