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Il massacro di Monte Sole

Le stragi nazifasciste perpetrate sull’Appennino Emiliano nella seconda metà del 1944 sono rimaste in gran parte impunite, colpevolmente dimenticate fino alla scoperta, nel 1994, del famigerato “armadio della vergogna” nel Palazzo della Procura Militare Generale a Roma. Inadeguatamente trattato dai media, un processo e` stato celebrato a La Spezia contro quasi una ventina di criminali di guerra ancora in vita, per le loro responsabilità penali in uno dei più grandi massacri della seconda guerra mondiale: l’eccidio di Monte Sole, altrimenti noto come Strage di Marzabotto. Questo film è l’unico documento visivo di quel processo ed è ora disponibile, dopo un passaggio su Raitre, in versione DVD edita dalla Cineteca di Bologna. La Fabbrica di Nichi di Zurigo ha ospitato nella serata del 9 novembre il coautore, sceneggiatore e produttore Loris Lepri, che ha introdotto e commenteto il film prima della visione. Al Punto d’Incontro, un centro di Zurigo gestito da migranti spagnoli e italiani, una quarantina di spettatori hanno assistito alle strazianti testimonianza di persone che sono sopravvissute a quello che è considerato il peggior massacro di civili in territorio italiano effettuato dai nazisti con la cooperazione attiva dei fascisti. Le immagini hanno documentato la vera e propria funzione psiconalitica del processo che ha fatto emergere il dolore di tutti quelli che hanno perso famigliari e amici e che hanno assistito ai crimini disumani contro l’umanità, contro comunità appennine che esprimono ancora valori di semplicità, solidarietà e fierezza. Questo documentario, ha detto Loris Lepri, è un documento di inestimabile valore civile e storico ma vuole essere una denuncia anche contro le istituzioni italiane che hanno insabbiato per anni la verità per assecondare un’assurda e inspiegabile ragion di Stato. Da vedere.

 

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