imagesCAXGZQCE
Senza categoria

Inferno a Zurigo

Il 27 e il 28 ottobre presso la sede principale dell’università di Zurigo in Rämistrasse 71 in occasione dell’anniversario della nasciata dello Stato Italiano si terrà un importante convegno internazionale dal titolo “Francesco De Sanctis. Identità e rappresentazioni dell’Italia unita”. La prima giornata di lavori sarà chiusa da una proiezione, presso la sala cittadina del Filmpodium (h. 18.15), delle pellicole del muto Anita Garibaldi (1910) e Inferno (1911). La visione dei film farà da supporto agli interventi dedicati ai rapporti tra cinema delle origini e identità nazionale che chiuderanno la conferenza il secondo giorno, ma sarà altresì un momento fondamentale per riscoprire due perle della grande tradizione cinematografica italiana. Gli organizzatori hanno deciso, infatti, di dedicare uno spazio anche alla settima arte. Tutto ciò per sostenere l’idea che il De Sancits ebbe un ruolo fondamentale non solo per le lettere ma per la cultura tutta. Il suo pensiero, infatti, grazie alle riletture di Croce e soprattutto di Antonio Gramsci rimarrà vivo anche nel Novecento, e anche la critica cinematografica progressista del secondo dopoguerra sembrerà subirne il fascino. I lavori della conferenza si limiteranno ai primi anni del ventesimo secolo, ovvero al cinema delle origini italiano. Un tipo di cinema che, pur non venendo meno alla natura da attrazione da fiera destinata al popolo, cercherà comunque di costituirsi come collante culturale e politico della nazione, rifacendosi alle idee del De Sanctis. Il cinema delle origini sembra fungere, infatti, sostituendo o affiancando la letteratura, da scuola patriottica e civile. Esemplare il caso dell’Inferno della Milano Film, uno dei primi lungometraggi della storia del cinema, un’opera il cui sforzo produttivo non ha niente da invidiare agli odierni blockbuster. Il capolavoro dantesco, tanto amato dal critico, diviene strumento per propagandare l’idea di un sentimento italiano che esisteva ben prima dell’Unità, le cui origini linguistiche e culturali risalgono almeno al Basso Medioevo, se non oltre. La pellicola riprende i punti salienti dell’itinerario infernale e, pur configurandosi come essenzialmente pedagogica, non rinuncia agli effetti spettacolari e visionari del cinema coevo. Il poema dantesco, l’espressionismo e l’eccesso dell’Inferno, mediati dalle celebri illustrazioni di Gustave Doré, sembrano aderire naturalmente all’estetica della cosiddetta “cinematografia-attrazione”. Anche Anita Garibaldi, film meno ambizioso girato da Mario Caserini, può essere considerato uno dei capolavori del nostro muto. Si tratta di uno dei molti film dedicati a protagonisti del Risorgimento, comunque originale nel dare risalto a una donna. Il regista era consapevole che ad affollare le sale era soprattutto il pubblico femminile e per rendere più efficace il messaggio pedagogico scelse di puntare proprio sulla compagna del rivoluzionario. La narrazione è semplice e organizzata per quadri che mostrano momenti della vita della donna, dall’incontro con Giuseppe Garibaldi in Sud America fino alla morte avvenuta nel ravennate. La due giorni di lavori e la serata al Filmpodium permetteranno, ne siamo sicuri, di restituire l’immagine di un grande uomo di cultura dell’Ottocento e di approfondire ulteriormente il nostro passato risorgimentale. L’anniversario dell’Italia Unita, al di là della retorica patriottarda, si riconferma un’occasione di riflessione importante sulla nostra Storia, sulle nostra cultura e sulla nostra identità di popolo.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *