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Recensione: Il discorso del re


VOTO: 3,5/5

Un quasi re balbuziente inciampa, complice la moglie, in un suddito che lo aiuta a superare il poco regale problema e ne diventa, superando l’iniziale ritrosia, intimo amico. Pare una favola, ma è realmente accaduto. Magari senza l’enfasi della scena finale, cui il regista Tom Hooper si lascia andare, dopo essere riuscito per quasi due ore a mantenere un certo equilibrio tra solennità e semplicità. Un film bello e godibile, a tratti divertente. Da vedere. Un film da 12 nomination agli Oscar? Bah. Forse l’anno non proprio felice del cinema americano ha aiutato l’exploit britannico. Più di questo, è merito degli attori: Helena Bonham Carter e Geoffrey Rush perfetti comprimari, più che “non protagonisti”, di un Colin Firth che, dopo essersi aggiudicato il Golden Globe, è il più serio candidato alla vittoria dell’Academy Award. Ma tutto il cast è all’altezza: da Michael Gambon a Guy Pierce a Timothy Spall. Un film di attori, ben diretti e supportati da una sceneggiatura che mescola un’atmosfera drammatica a toni più leggeri, anche grazie a riprese che giocano sul contrasto tra la gravità dei grandi spazi del potere e la debolezza dell’uomo.

Un film bello, che però non convince del tutto. E proprio a causa della sceneggiatura, che, pur brillante, soffre del problema più comune ai biopic: l’agiografia. I difetti e gli sfoghi rimarcati non fanno altro che sottolineare la capacità del sovrano di mettersi in gioco. Lui, e non il fratello maggiore Edoardo VIII che ha abdicato per sposare una borghese divorziata, riesce ad aprirsi ai sudditi. E viene da chiedersi perché il ruolo centrale della radio come nuovo mezzo di comunicazione con cui dover fare i conti, problema posto dal padre Giorgio V (Michael Gambon) al balbuziente figlio Bertie, non sia stato approfondito. Poteva essere un interessante sviluppo per creare un parallelo con l’attualità (televisione e internet), ma la sceneggiatura ha preferito non affrontarlo. Scena clou: Lionel Logue, sempre sfrontato, si nasconde con il re nel proprio salotto, intimorito dall’improvviso arrivo della moglie, ignara del regale paziente.

di Alvise Losi

alvise.losi@gmail.com

 

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