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Recensione: Super 8

Voto: 4/5

Secondo gli aneddoti in circolazione, il creatore di alcune delle serie tv più significative degli ultimi anni (“Lost”, “Alias” e “Fringe”), nonché produttore di “Cloverfield” e regista di “Mission: Impossible 3” e “Star Trek”, sia stato ingaggiato dall’assistente di Steven Spielberg quando era ancora un ragazzo per riparare i primi film in 8mm girati dal grande regista. Anni dopo, quando quello di J.J. Abrams è diventato uno dei nomi più influenti della produzione americana, la collaborazione con il cineasta che ha rappresentato un modello nella sua formazione si è rinnovata per dare vita allo stupefacente “Super 8”.

Nell’estate del 1979 un gruppo di adolescenti cerca di realizzare un film sugli zombie con una cinepresa amatoriale e pochi altri mezzi a disposizione. La tranquilla cittadina dell’Ohio in cui vivono viene però sconvolta da un incidente ferroviario di dimensioni inaudite e da misteriosi piccoli eventi che invadono la tranquillità quotidiana.

Non si era mai visto un film di fantascienza ambientato nel passato e infatti “Super 8” è ben più, se non addirittura ben altro, rispetto all’approssimativa definizione di film fantascientifico con cui viene catalogato. Elementi sci-fi sono indubbiamente presenti nella trama e rappresentano il marchio di fabbrica tanto di Abrams quanto di Spielberg. A prevalere è però la loro comune passione per il cinema e, in particolare, per una certa modalità di fare cinema, quella un po’ datata del Super 8. Lo dichiarano fin dal titolo: l’oggetto al centro del loro interesse non è la “cosa” venuta da un altro mondo, un’eventuale creatura extraterrestre oppure un incontro ravvicinato del terzo tipo. La nascita della passione per il cinema è il vero cuore pulsante di un racconto infarcito di elementi personali e autobiografici, un omaggio che non diventa mai nostalgico ed è sempre attento a soddisfare gli esigenti spettatori contemporanei, abituati a effetti speciali altamente spettacolari.

Le musiche del fidato e immancabile collaboratore di Abrams, Michael Giacchino, un cast di prodigiosi piccoli attori, alcuni alle prime armi, altri invece con un curriculum già ricco e invidiabile, la scenografia e i costumi che riproducono la provincia americana degli anni Settanta si fondono in un concentrato di azione, suspense, humour e magia che fa ben sperare nella capacità del cinema di far sognare ancora a occhi aperti gli spettatori. Imperdibile.

 

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