tdrew

Recensione: Tamara Drewe

Voto: 2,5/5

A Ewedon, paesino del Dorset nel “profondo sud” inglese, la vita scorre tranquilla e monotona. Ottime qualità, queste,  per quegli scrittori (o aspiranti tali) che necessitano di allontanarsi da qualsiasi tipo di distrazione per poter dare sfogo alla propria vena creativa. Pessime, invece, per chi le distrazioni le sogna e le desidera, costretto in un luogo dove non accade mai nulla. A dare ospitalità agli scrittori di cui sopra sono Nicholas Hardiment, famoso giallista e donnaiolo impenitente, e la moglie Beth, devota al marito e lavoratrice instancabile. Il giorno in cui fa ritorno in paese Tamara Drewe (Gemma Arterton), ex vicina di casa degli Hardiment, molte cose saranno destinate a cambiare. Tamara, ex brutto anatroccolo ora trasformatasi in cigno, crea un terremoto nelle placide giornate degli abitanti di Ewedon a causa della sua relazione con una rockstar, ma soprattutto a causa dell’interesse che gli uomini del posto provano per lei, a cominciare dall’ex fidanzato Andy e dallo stesso Hardiment.

Rispetto alle sue ultime prove cinematografiche, Stephen Frears qui torna a dirigere un film maggiormente indipendente e si affida ad un cast molto meno noto al grande pubblico (ad eccezione forse della protagonista, Gemma Arterton). Alla base dell’operazione c’è un romanzo a fumetti, a sua volta tratto dal romanzo “Via dalla pazza folla” di Thomas Hardy.

In molti, probabilmente, hanno lo Stephen Frears che amano di più. Chi preferisce quello delle grandi ricostruzioni in costume (Le relazioni pericolose, Lady Handerson), chi invece lo preferisce alle prese con il noir (Rischiose abitudini, Piccoli affari sporchi) e chi con la commedia. Questi ultimi hanno nel cuore titoli come My beautiful laundrette e The Snapper, film nei quali il regista analizzava causticamente un’intera comunità, quando non un’intera società, raccontandoci anche fatti drammatici ma sempre filtrati da un humor che ce li presentasse sotto il loro aspetto grottesco e grossolano. Con Tamara Drewe si nota la volontà del regista di andare verso questa strada, purtroppo però la vicenda risulta piuttosto debole e soprattutto lo spunto principale dell’elemento estraneo che arriva in una comunità tranquilla e la scuote non è certo una novità. Tra innamoramenti, tradimenti e confessioni varie, assistiamo un po’ spaesati alle situazioni, ora comiche, ora drammatiche, vissute dai personaggi messi in campo, senza provare alcun legame per nessuno di essi e senza mai sentirci coinvolti nella vicenda. Così, la pellicola scorre senza infamia nè lode davanti allo spettatore, il quale la segue con un occhio allo schermo e uno all’orologio, per poi archiviarla velocemente una volta finita.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *