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Venezia 2010: il programma

Si apre il sipario sulla 67esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che avrà luogo dal 1 all’11 settembre. Ne esce un programma ricco, caratterizzato da una netta prevalenza di titoli statunitensi, dopo la parziale latitanza degli scorsi anni, e ovviamente di quelli italiani, spalmanti non solo nelle diverse sezioni ma anche nella retrospettiva sul cinema comico.

Mueller e Baratta puntano forte ancora per una volta sugli autori e sui giovani; l’età media dei registi in gara, 46 anni, è quantomai bassa. I film in gara sono 22, con ben 6 titoli americani: Black Swan di Darren Aronofsky, vincitore del Leone nel 2008 con The Wrestler, aprirà il festival, raccontando una storia di danza tra realtà e sogno che vede protagonista Natalie Portman. Dagli Stati Uniti arrivano soprattutto autori, come Sofia Coppola con il suo Somewhere, Julian Schnabel con Miral, il decano Monte Hellman con Road to Nowhere, ed esponenti del cinema made in Usa decisamente più underground, come Kelly Redkart e Vincent Gallo con il suo Promisses Written in the Water. La bandiera italiana sarà portata da Mario Martone (Noi credevamo), Carlo Mazzacurati (La passione), Saverio Costanzo (La solitudine dei numeri primi). Non ci sarà Pupi Avati, coraggiosamente e finalmente escluso dalla rassegna a favore di Ascanio Celestini e del suo La pecora nera. Tra gli altri autori in gara, molta Europa, con i nuovi film di Ozon e Kechiche, che raccolse unanimi consensi in Laguna nel 2007 con Cous Cous. Solamente un titolo sudamericano, Post Mortem del cileno Pablo Lorrain, mentre manca totalmente una rappresentanza africana. Meno nutrita dal solito anche la presenza orientale, ma comunque molto significativa, con i grandi maestri Takeshi Miike e Tsui Hark, senza contare John Woo, che sarà insignito del Leone d’Oro alla carriera. Italiani anche in giuria, con Luca Guadagnino e Gabriele Salvatores che faranno compagnia a Tarantino e Guillermo Arriaga nel compito di decretare il vincitore.

Fuori concorso, sbarca al Lido Robert Rodriguez con Machete, che annovera nel cast anche Robert De Niro; insieme al regista preferito di Tarantino, ci saranno anche John Turturro (un habitué), i fratelli Pang, il grande Jan Svankmajer e Marco Bellocchio con Sorelle mai. Ricco il programma anche delle sezioni collaterali: Orizzonti, Settimana della Critica e Giornate degli Autori saranno accompagnate per il secondo anno consecutivo dalla sezione Controcampo Italiano, una selezione di film di registi italiani esordienti, tra i quali l’anno scorso figuravano gli ottimi Dieci inverni e Cosmonauta. Chi si aspettava un accozzaglia di star dopo l’edizione sottotono di Cannes è stato deluso, ma la qualità non sta per forza insieme ai grandi nomi e la Biennale ha dimostrato negli ultimi anni di saper proporre un cinema di qualità, scelto con intelligenza e portatore di una precisa idea di cinema. Vedremo se anche quest’anno sarà così, e se magari con il classico film sorpresa in concorso Mueller volesse farci un regalino dicendoci che Terrence Malick ha finalmente pronto il suo Tree of Life, potremmo essere tutti ancora più felici.

 

 

 

One comment

  • bayeul

    Svankmajer
    Could I know when Svankmajer’ s film will be seting on during festival.
    Thanks for your answer
    Jean-Philippe Bayeul

     

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